Andare in vacanza per molti fa rima con Caraibi o comunque spiagge esotiche tra palme e acque cristalline, ma davvero questa è l’unica possibilità che si presenta a chi possa godere delle ferie solo in questo momento? Assolutamente no, perché nel nostro Paese ci sono tantissime località che vale la pena di vedere anche in questa stagione. Una meta molto interessate è una cittadina delle marche che ha molto da offrire sia dal punto di vista naturalistico, sia da quello storico culturale: il comune di San Severino Marche. Vediamo quindi quali sono le sue attrazioni principali e cosa si può fare in questo grazioso borgo che dista una mezz’ora sia dalle spiagge della Riviera Adriatica che dalle montagne.

Cenni generali su San Severino Marche

San Severino Marche è un ridente borgo situato in provincia di Macerata, nelle Marche. Incastonato in un prezioso scenario naturale caratterizzato da dolci rilievi, dista circa una cinquantina di chilometri dal mare, e per questo risulta essere una meta decisamente interessante anche durante la stagione estiva dove si può fruire non solo delle bellezze paesaggistiche nella tranquillità di un borgo senza tempo, ma anche trascorrere una piacevole vacanza al mare tra sole e sport acquatici. Del resto però il meteo a San Severino Marche denota un clima abbastanza temperato anche nella stagione fredda, quando le attività principali si concentrano sulla vicina montagna e alla scoperta di un territorio meraviglioso.

Non mancano le attrazioni storico culturali, a partire dalle testimonianze di un passato che affonda le radici in epoca romana, fino alle belle chiese e alle architetture di epoca medievale e più moderna. Vediamo quindi quali sono le cose da non perdere se si decide di visitare la città, sia in inverno che in estate.

La piazza ovale o Piazza del Popolo

san severino marche- piazza del popolo

Piazza del Popolo, conosciuta dai più come piazza ovale, è il salotto buono della città. La piazza si presenta con una particolare struttura ellittica, da qui il nome di piazza ovale, che è anche il centro della città. Piazza del Popolo ha una lunghezza di 224 metri e una larghezza di 55, si capisce quindi quanto sia peculiare e importante non solo per la città ma per la stessa provincia di Macerata. In origine questo spazio, che oggi è il simbolo della città e una delle principiali attrazioni turistiche, aveva lo scopo di accogliere i mercanti che si ritrovavano in quest’area per effettuare gli scambi di merce in epoca medievale. Se ci si pone al centro della piazza e si chiudono gli occhi, sembra ancora di sentire risuonare le voci dei venditori e il fermento delle giornate di mercato, un’energia che ha permeato il luogo e che ancora è ben presente.

La centralità e l’importanza di questa piazza è connotata anche dalla presenza di numerosi palazzi nobiliari che nel corso del tempo, iniziarono ad affacciarsi su questo scenario. Incorniciata dai portici Piazza del Popolo accoglie il prestigioso Palazzo Comunale con facciata interamente in laterizio che lo rende facilmente distinguibile tra le altre architetture. All’interno del palazzo non è da perdere la Galleria d’Arte Moderna dove si trovano attualmente alcune opere di Filippo Bigioli,un’artista e incisore dell’Ottocento, oltre a una raccolta di dipinti di epoca più moderna. Ancora, affacciato sulla bella piazza, l’edificio del Teatro Feronia, intitolato proprio alla dea che, come narrano i racconti della tradizione, aveva un tempio a Septempeda, con interni straordinariamente decorati, l’ideale per trascorrere un pomeriggio uggioso, mentre si possono ammirare i sontuosi lampadari, lo straordinario sipario, platea e ben tre ordini di palchi e loggione.

La vecchia torre di Castello al Monte

Quando si parla di torre di San Severino si parla certamente dell’imponente torre comunale del Castello di San Severino. Questa è situata sulla collina denominata Monte Nero, o Castello, a circa 342 mt sul livello del mare. L’importanza di questa architettura è data soprattutto dal fatto che si tratta dell’unico monumento di architettura militare superstite in paese, oltre a essere uno degli edifici più antichi del grazioso borgo, si pensa possa risalire al XII o XIII secolo. La costruzione è caratterizzata da una base a pianta quadrata e da un’altezza di 40 metri, da qui si comprende la sua imponenza. L’edificio appare in diversi documenti d’epoca ed è nominato come turris Comunis o turris Platee, in riferimento alla piazza del Castello. Il perché di questa torre, sorta accanto al palazzo del Comune, si spiega col fatto che durante l’epoca medievale il Comune aveva sempre accanto una torre, forse a sua difesa con funzione di avvistamento.

ssm-03Sulla sommità si poteva accedere mediante anguste scale di legno, per avere un’idea basti pensare alle più note torri bolognesi, che connettevano i vari ripiani  ed erano però mobili. Questa caratteristica è dovuta a motivi di difesa, per isolare i nemici durante un eventuale attacco e impedire che giungessero ai piani superiori. Le funzioni di questa torre, tuttavia, non erano prettamente di difesa, ma era anche il luogo da cui partiva un’eventuale allerta per un qualche imminente pericolo, segnali che venivano dati mediante fuochi, spari, sbandieramenti o fumi. Sulla destra della torre si può notare un lungo muraglione quadrilatero, dove si distinguono chiaramente anche delle arcate gotiche, posto a recinzione del giardino del monastero di clausura di Santa Chiara. Questo è quanto oggi è ancora visibile dell’antico palazzo Consolare, detto poi della Signoria, ormai distrutto.

Il Duomo Antico

Un altro edificio che merita di certo una visita è il Duomo Antico. Situato sul lato opposto del Monastero, custodisce le antiche spoglie del patrono San Severino. Una leggenda racconta che queste sacre spoglie furono trasportate in questo luogo dal sepolcro di Septempeda, in seguito alle incursioni dei Barbari grazie a eventi miracolosi. Al di la dell’affascinante leggenda, però, l’edificio è interessante dal punto di vista storico. Infatti si possono notare le diverse stratificazioni che mostrano chiaramente come questo fu maneggiato nel corso del tempo. La facciata, per esempio, fu riedificata attorno ai primi anni del XIV secolo, seguendo quello che era il gusto lombardo che era stato importato dai maestri comacini. All’interno della torre un favoloso coro ligneo che è stato intarsiato da Domenico Indovini verso la fine del ‘400. Ancora degno di nota è il chiostro, questo ristrutturato verso la fine del ‘400. All’interno del palazzo, invece, si può ammirare una ricca collezione di testimonianze archeologiche con reperti che vanno dal Paleolitico fino all’epoca romana di Septempeda.

Il Chiostro di San Domenico

Poco fuori dalle mura della città, sorge la Chiesa di San Domenico, molto nota per il suo Chiostro. Costruita agli inizi del ‘300 sul vecchio edificio, già esistente, della chiesa di Santa Maria del Mercato. Il complesso fu fortificato dal momento che si trovava fuori dalle mura, e l’edificio fu utilizzato anche come fortezza rivolta contro la città stessa durante le varie occupazioni. Nel ‘600 tutta la struttura fu rimodernata per restaurarla dai gravi danni riportati nelle guerre. Ma una delle visioni più belle è all’interno della torre campanaria dove si trovano meravigliosi affreschi di Pietro da Rimini e dei Salimbeni. La preziosa pala di Bernardino di Mariotto, invece, si trova nell’abside. All’interno del convento sono ancora visibili le celle dei frati, il refettorio e altri ambienti integri così come erano all’epoca. Monumentale e di grande pregio il Chiostro, lustro e vanto della città data la sua imponenza, presenta lunette dipinte nel ‘600 con la storia della vita di San Domenico.

Altre chiese d’interesse

I monumenti religiosi, in città e nelle immediate vicinanze, sono davvero tanti, sarebbe bene dedicarvi, se la materia fosse d’interesse, almeno un’intera giornata. Si dovrebbe senza dubbio partire dalla Basilica di San Lorenzo in Dolio, la più antica di San Severino e quella che conserva gelosamente le antiche spoglia umane di Santa Filomena, Sant’Ippolito e San Giustino. Sembra, secondo quanto dice la tradizione, che la chiesa sia stata costruita sulle rovine dell’antico tempio dedicato alla dea Feronia, luogo in cui, sempre secondo la narrazione, venivano liberati gli schiavi che si erano comportati bene. In questa circostanza si celebrava una cerimonia pagana. L’attuale edificio sembra risalire al ‘300 sebbene negli anni sia stato più e più volte rimaneggiato. Nella cripta si trovano diversi frammenti degli affreschi che raffigurano il ciclo delle storie di Sant’Andrea, opera dei fratelli  Salimbeni.

Molto graziosa è anche la Chiesa di San Giuseppe, situata sulla piazza centrale. Purtroppo ancora la chiesa non è stata resa agibile, infatti è stata chiusa in seguito a un grosso incendio che l’ha pesantemente danneggiata il 31 dicembre del 2009. In questa chiesa vengono custoditi arazzi, dipinti e quadri di grande valore, così come statue lignee di pregio, che raffigurano San Giuseppe col bambino, a grandezza naturale e che vengono condotte in processione tra le vie della città il giorno del venerdì santo e la domenica di Pasqua.

Il Duomo nuovo

Quello che viene chiamato Duomo nuovo è un edificio che sorge nel medesimo luogo in cui sorgeva, attorno al 1250, una chiesetta dedicata a Santa Maria Maddalena. La chiesa divenne Cattedrale nel 1827. Attualmente si può notare la facciata di mattoni che ancora oggi conserva elementi del ‘400 assieme al portale con forme tardo gotiche. L’altare del presbiterio è in legno ed è opera di Venanzio Bigioli, ma ci sono diversi altri elementi che si possono scoprire con un’attenta visita. Diverse poi sono le opere d’arte custodite all’interno della chiesa, come per esempio la Madonna del Pianto, meglio conosciuta come la Madonna del Cardellino, di Filippo Bigioli, fratello di Venanzio Bigioli.

Parco archeologico di Septempeda

A est del centro urbano si trova il parco archeologico che custodisce le antiche rovine della città romana di Septempeda, non lontano dalla chiesa di Santa Maria della Pieve. Le mura della città seguivano una pianta a base quadrata e con grandi blocchi di pietra arenaria. Attualmente si possono vedere la porta a est e quella a sud ovest. Visibile anche un grande edificio termale, i cui ambienti si sviluppano attorno a un grande cortile che conserva ancora parti di pavimentazione. A est si trovano anche i resti di un complesso di fornaci artigianali, probabilmente per la produzione di vasi di terra sigillata.

Museo Archeologico G. Moretti

Il museo è intitolato al noto archeologo ed è stato riallestito nell’Antico Episcopio di Castello al Monte. La visita si snoda tra diversi percorsi espositivi. Vi è quindi una sezione dedicata all’epoca preistorica dove si possono apprezzare diversi manufatti litici della collezione Pascucci, più una sezione Picena dove si possono osservare alcune tombe che provengono dalla Necropoli di Pitino. Tutta la mostra è integrata da pannelli illustrativi che mostrano una ricostruzione delle tombe picene. In un video, invece, vengono mostrati tutti i reperti più significativi che sono stati trovati a San Severino Marche e che attualmente si trovano invece esposti ad Ancona.

C’è anche un interessante percorso tattile, un progetto che si chiama Il Museo di tutti per tutti. Questo percorso tattile è una guida con diversi disegni a rilievo e testi in braille, esplicitamente allestita per i non vedenti affinché possano comunque conoscere, almeno in parte, le antiche testimonianze del territorio.

Il palio dei Castelli

Tra i tanti eventi che si organizzano in città, da non perdere è sicuramente il Palio dei Castelli che solitamente si tiene in giugno. Si tratta di una straordinaria rievocazione storica, un palio, che immerge fin dal primo momento nelle magiche e affascinanti atmosfere del Medioevo. Per l’occasione vengono preparati anche nei ristoranti di San Severino i piatti tipici dell’epoca. Lo spettacolo è davvero imperdibile, un’occasione unica per conoscere usi e tradizioni di un’epoca ormai così lontana ma che nei borghi come San Severino ha lasciato una forte impronta. E così ci si può lasciar stupire da spettacoli di falconieri, giocolieri e mangiafuoco, mentre i profumi del cibo si spandono nella fresca aria della sera. E per l’indomani? Se il tempo è buono tutti al mare, e la vacanza continua sulle spiagge, tra relax e divertimento.

Come arrivare

Per raggiungere San Severino Marche da Roma si prende la A1 e si esce a Orte, seguendo quindi per Foligno; da Firenze si esce a Valdichiana e si segue per Foligno, da Lecce si percorre l’autostrada E55 in direzione Ancona e si esce a Civitanova Marche.